Altavia Italia
un interlocutore omnicanale per sostenere l'attivazione commerciale

Retail By

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04 October
2018

Altavia

Non solo la produzione, ma idee e strategie fino al punto vendita, che sia fisico o digitale: oggi il cliente va informato e intercettato in ogni momento della sua quotidianità. 

Naturalmente non 'vetricalizzano' solo i produttori, ma anche chi elabora le idee e le strategie. Altavia Italia è una società di comunicazione omnicanale, fa parte di un gruppo internazionale e di recente ha acquisito le agenzie digitali Stylum e Rokivo. Con oltre 80 collaboratori e molti clienti big, ha in portfolio nomi come Deborah, Carrefour, Piaggio, Ferrero, MSC, Uber e Yves Rocher. E proprio di comunicazione omnicanale abbiamo parlato con Simona Lazzerini, direttore generale di Altavia Italia. 

 

Una filiera che va dalle esigenze del cliente al prodotto finito. In chi funzioni si declina? 

"Definiamo il nostro mestiere 'attivazione commerciale'. Vuol dire aiutare e abilitare i retailer a fare commercio tutto l'anno. Il valore aggiunto è gestire progetti di comunicazione commerciale a trecentosessanta gradi, dalla strategia al delivery. Cioè partire dall'idea, svilupparne e legarne il cuore strategico a ogni tipo di canale e applicazione: digitale e analogico, in store e out of store, one to one e one to many. 

La forza di Altavia è nel fornire una consulenza che accompagni i retailer verso strategie commerciali vincenti e su misura per i propri clienti. Le nostre competenze sono ben identificate: siamo esperti di retail e interlocutori 'verticali', con una storia e una visione totalmente orientata alla trasformazione dei brand e dei punti vendita". 

 

In che luoghi intervenite? Con quali strumenti e impianti si trasmette la creatività? 

"Partiamo da un concetto semplice ma potente: il consumatore è prima di tutto cittadino, quindi bisogna essere presenti ovunque entri in contatto con la sua quotidianità. Il rapporto con il retail non è più solo cliente-punto vendita fisico: può iniziare a casa visitando direttamente i sito di un marchio, oppure mentre beve l'aperitivo in un quartiere trendy. Non ci sono svantaggi e vantaggi, bisogna accettare che oggi la comunicazione richiede un approccio estremamente liquido, senza cuciture. Quindi anche i pensieri e le azioni che proponiamo vengono pensati in ottica omnicanale e omnitarget. Solo per fare un esempio, volantino e social media non sono strumenti antitetici, ma sono l'uno il prolungamento dell'altro".

 

La competizione è sempre più vivace: quali sono i trend e le ipotesi per il futuro? 

"La shopping experience non ha più un inizio né una fine. È un continuum nel quale si può entrare in relazione con il brand in qualsiasi fase del processo di acquisto. Oggi il consumatore si informa e confronta andando in negozio, sul proprio smartphone, sui social e sul volantino, e poi compra. Lo store 'fisico' non è più l'unico punto di incontro e di acquisto, ma uno solo tra molteplici punti di contatto. Anche se potenzialmente è più forte degli altri, perché il cliente entra in relazione con la marca, sperimenta, si informa e interagisce. Lo store offre l'esperienza umana, arricchita dai nuovi sistemi digitali. È necessario accentuare questo aspetto di luogo nel quale i clienti vivono momento piacevoli, si fanno consigliare e si identificano con i valori e i vantaggi del brand'. 

deborah 2

(Emozioni per tutte le età: è il concept per Deborah)

E gli strumenti tradizionali avranno ancora un ruolo? 

"Sono ancora necessari. Pensiamo al catalogo Ikea, simbolo e tradizione per il cliente affezionato. Solo che oggi viene integrato in un complesso ecosistema di metodi di comunicazione, rendendo l'azienda una delle più evolute nel mondo omnicanale. C'è tutto, dallo store al catalogo, dalla app mobile all'e-commerce, dai pop-up dall'utilizzo delle tecnologie per favorire l'informazione in store, l'acquisto e la personalizzazione. Tutti elementi che offrono al cliente una sua speciale esperienza di acquisto: efficace, ininterrotta e che dialoga con gli altri mezzi". 

banco frescobanco Fresco

(Nei punti vendita come sulla stampa, sul sito e sui social network: ogni canale promuove la qualità del cliente del food Banco Fresco)

 

Affrontare la complessità: sistemare un paio di negozi non è come arredarne cento... 

"Infatti, e proprio questo è uno dei nostri principali asset. L'esperienza ci ha dato il know-how per gestire l'enorme carico connesso ai grandi numeri del retail. Anche grazie alla rivoluzione digitale: così l'attivazione commerciale è diventata più dinamica, flessibile e immediata sia come messaggio che per la tempestività nella gestione di mezzi e contenuti. Le piattaforme digitali customizzate ci permettono di rispondere ai bisogni dei clienti: produzione, distribuzione, allestimento, report e monitoraggio sono fasi alle quali possiamo lavorare con procedure digitali su qualsiasi scala". 

 

Non solo digitale: come operate nei servizi di publishing e di print management? 

"Difendiamo con forza l'efficacia, il valore e la potenza della comunicazione stampata. E i numeri ci danno ragione: il volantino è ancora uno dei principali canali di informazione e selezione per l'acquisto in uno store. E la sfida, per una print management company, è dare valore aggiunto al prodotto stampato con consulenze su contenuti editoriali, applicazioni digitali, materiali e formati, principi di sostenibilità economica, ambientale e sociale. E proprio le piatteforme ci permettono di proporre processi e costi ottimizzati". 

 

Il business può coesistere con la sostenibilità e la responsabilità sociale? 

"Non solo etica e sviluppo commerciale possono essere alleati, ma devono esserlo. I consumatori finali, cioè i clienti dei nostri clienti, come dicevo sono prima di tutti cittadini. Producono, abitano le città, influenzano la società attraverso i social e la loro rete di relazioni. E nelle scelte di acquisto confermano di non essere solo interessati a qualità e prezzo dei prodotti, ma anche al loro 'costo collaterale'. Sono sempre più attenti all'impatto sociale e ambientale del consumo. Ecco perché le imprese devono prestare attenzione a cosa producono e come lo fanno. Inoltre ormai è davvero sconsigliato mentire: la vigilanza globale dei cittadini ci dimostra che non è più possibile adottare pratiche di green washing, cioè fare del bene a chiacchiere e razzolare male. Per tutti questi motivi la sinergia tra sviluppo commerciale e sostenibilità, etica e business, è un approccio strategico per le imprese che non vogliono deludere la fiducia dei loro clienti". 

 

 

Fonte: Wide Magazine

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