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Cosmoprof 2024, tante sfumature di bellezza e cinque trend di mercato

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Il mondo del beauty riscopre “mens sana in corpore sano” a Bologna, ma anche neurocosmetici e dimagranti che trainano i consumi. I cinque trend di Beautystreams e il nostro reportage.

Vivere più a lungo e vivere meglio è la promessa che il beauty fa ai consumatori, attraverso le sue innovazioni, per i prossimi cinque anni. Dall’edizione appena conclusa di Cosmoprof (21-24 marzo 2024), la fiera internazionale della cosmetica che a Bologna ha il suo appuntamento più importante a livello europeo, Beautystreams prova a condensare in questa visione (“live longer, live stronger”) e nel concetto di “Vitalism” l’infinita varietà di spunti e innovazioni che arrivano dalle aziende partecipanti. I visitatori accorsi, oltre 248.000 secondo gli organizzatori, hanno potuto visitare gli stand di tremila aziende (il 4% in più rispetto al 2023) provenienti da sessantanove paesi del mondo: quelle non europee erano il 42%, le new entry erano il 35%, assicurando uno sguardo alternativo sulla cosmesi e molte novità tangibili per i frequentatori delle edizioni precedenti. La piattaforma Beautystreams, punto di riferimento per il pensiero strategico dell’industria cosmetica e partner dell’evento, ha presentato al pubblico i cinque trend fondamentali che stanno guidando la trasformazione di questa industry, il cui vitalismo è anche e soprattutto economico. Nel 2023 il mercato del beauty ha raggiunto 451 miliardi di dollari a livello globale (+4% sul 2022) e sebbene la quota maggiore sia portata dai consumi di Asia e Pacifico, è l’Unione Europea che guida la crescita.

I Cosmotrends: attenzione alla generazione Alpha

La pelle è anche la superficie della nostra interiorità: il primo trend di Beautystreams – Psyched up – parla di una skin-care che segue le orme della psicodermatologia per esplorare la connessione tra mente, corpo e pelle, e promette un traguardo di 2,69 miliardi di dollari entro il 2030 per il mercato dei prodotti di neurocosmetica (quelli che trattano le malattie autoimmuni al livello dell’epidermide). Il secondo trend – Cheeeese! – annuncia l’uscita dell’igiene orale dallo stagno delle routine funzionali, sempre più vicina invece a un’idea di bellezza olistica e consapevole che nel 2033 potrebbe valere 85 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuo del 5% a partire da oggi. Get slim è la terza parola d’ordine e il terzo trend per una wave di prodotti che incarna un pensiero differente (o invertirà la rotta?) rispetto all’affermazione del body positivism: wave trainata da una linea di antidiabetici (Ozempic) utilizzati anche da persone sane che vogliono perdere peso. La fortuna della bellezza su misura è confermata dal quarto trend – Only you – che rivela le aspettative dei giovani consumatori: l’80% dei GenZ usano la tecnologia per assicurarsi che la formula del prodotto corrisponda perfettamente alle loro necessità. Ma c’è di più: la generazione Alpha, che inizia ad affacciarsi sul beauty come decisore d’acquisto (i più grandi hanno quattordici anni), secondo Coller Davis & Co. presto si aspetterà di poter modificare il prodotto direttamente dal proprio smartphone. Chiude il cerchio il trend del Greek homage, che non è soltanto uno sguardo alla Grecia come civiltà antesignana della bellezza, ma anche un’attenzione al suo straordinario vivaio di materie prime (seimila specie vegetali adatte alla cosmesi, di cui mille autoctone) e al mercato interno in grande spolvero con le esportazioni che hanno superato i cinquecento milioni di euro nel 2022 (+20% sull’anno prima).

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Dentro Cosmoprof: inclusione, creatività, sostenibilità retail-oriented

Il giro tra i tremila espositori ci immerge immediatamente nella cultura del beauty, facendoci conoscere da vicino tutti i protagonisti della filiera: in oltre venti padiglioni, Cosmoprof presenta produttori di macchinari e di confezioni, specialisti delle materie prime, laboratori (chi come terzista, chi col proprio brand), fornitori di trattamenti brevettati, tecnologia, nonché accessori e arredi dalla A alla Z per saloni di bellezza. È interessante cogliere come Cosmoprof rappresenti un’occasione preziosa anche per diversificare. La ticinese FR & Partners, che studia e produce packaging di alta qualità per il beauty, ha presentato quattro prototipi di supporti inclusivi per il make-up. Questi dispositivi, concepiti per ampliare la usability dei più classici cosmetici (in foto l’esempio del mascara) e renderli accessibili a persone con un arto mancante o specifici problemi di mobilità alle mani, hanno vinto il premio di Cosmopack per la categoria Packaging & Design. Nell’enorme numero di attrazioni e claim, conquistano l’attenzione del visitatore le soluzioni espositive più originali e interessanti (oltre che i campioncini gratuiti). Byphasse, brand fondato nel 2000 a Barcellona che è leader del canale hard-discount con oltre trenta linee di prodotti per la bellezza e l’igiene personale, ha scommesso sull’atmosfera del retail ricreando un piccolo supermercato mono-brand all’interno del padiglione. Uno spin-off convincente, studiato in ogni particolare: ci è subito venuta voglia di entrare. Nel padiglione “Green & Organic” abbiamo visitato la tedesca Benecos, specializzata in cosmesi naturale, che ha progettato soluzioni di packaging sostenibile per i suoi prodotti (refill del fondotinta in astucci di cartoncino, per esempio) e soluzioni espositive per il retail, già collaudate: anche nella GDO italiana, attraverso Naturasì. Altri espositori si sono riuniti per per paese di provenienza per enfatizzare la tipicità delle expertise industriali. Tra questi ha goduto di grande attenzione la Corea del Sud, dotata anche quest’anno di un padiglione ad hoc al centro della fiera.

Inside look: dall’Ayurveda alle materie prime

Jessica Monaco è una dei tantissimi operatori che si sono dati appuntamento a Bologna in questi giorni. L’azienda per cui lavora, l’italiana Bregaglio (quarant’anni di esperienza nel settore, da due in 2M Group e nella rete Surfachem), importa e distribuisce materie prime per la cosmesi: si colloca cioè a un livello molto alto della supply chain, da cui è possibile rilevare alcuni trend con notevole anticipo. Quindi le abbiamo chiesto quali sono secondo lei i principali mutamenti in corso. «Oggi il concetto di età si relaziona con la bellezza in modo più pacifico. Non si parla più di anti-ageing, ma di pro-ageing: si sviluppano prodotti che vogliono ingentilire il tempo che passa, anziché ostacolarlo. In generale, benessere e bellezza vanno sempre più d’accordo. Ne è prova il successo dei prodotti illuminanti, che a differenza degli opacizzanti hanno un naturale effetto nutriente per la pelle: crea molto interesse per questi prodotti anche la cosiddetta glass-skin, che è di grande tendenza sulle passerelle della moda. E va in questa direzione la bellezza ayurvedica, che è figlia di una filosofia molto coinvolgente e porta un nuovo approccio alle materie prime: dall’estratto di tulsi ai coloranti naturali, i nostri clienti stanno moltiplicando i loro ordini in questo campo perché i brand ne fanno grande richiesta».