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GDO: inflazione e caro prezzi rallentano l’innovazione.

GDO: inflazione e caro prezzi rallentano l’innovazione

Confimprese mette al centro la sostenibilità, ma i consumatori faticano a comprendere il valore aggiunto di biologico e innovazione.

 

Le difficoltà della GDO.

 

La GDO sta rallentando nel suo percorso di evoluzione, a causa dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi. Nell’ultimo anno un terzo delle imprese ha ridotto gli investimenti in innovazione, secondo una ricerca presentata durante Food match, l’appuntamento sull’innovazione dedicato alla business community del Food & Beverage. Ma il taglio di investimenti non risulta uniforme: se settori come carne, olii e conserve stanno trasferendo risorse, altri come i surgelati e i freschi, continuano invece a puntare sul miglioramento del prodotto. Il difficile periodo della GDO è confermato anche dall’ultimo rapporto settimanale di Nielsen, che per la prima volta nel 2023 registra una riduzione delle vendite a valore rispetto all’anno passato. Mediamente il calo di fatturato è del 3%, ma l’andamento peggiore si registra al Sud, dove le vendite scendono di quasi il 10%.

 

Il Bio non decolla.

 

Anche nel mercato dei prodotti biologici si segnala una scarsa vitalità. Un rapporto di Nomisma evidenzia come i prodotti bio rappresentino al momento solo il 3,2% delle vendite totali del settore food, con un calo di vendite dell’1,1% rispetto all’anno passato. Le ragioni di questo andamento deludente vengano identificate, insieme al prezzo crescente, in una generale scarsità di conoscenze sull’effettivo valore aggiunto del prodotto biologico rispetto a quello tradizionale.

 

Agtech: il futuro dell’ agricoltura.

 

Uno studio di McKinsey & Company dal titolo “Agtech: Breaking down the farmer adoption dilemma” guarda al futuro e fa il punto sull’adozione di soluzioni agtech nell’agricoltura. Se in Nord America e in Europa si assiste a un certo movimento del mercato, spinto anche dai nuovi problemi del settore agricolo, vengono però evidenziati anche ostacoli a una diffusione su larga scala dei nuovi mezzi tecnologici: gli altissimi costi di implementazione non sostenibili dai singoli produttori, l’assenza di una disciplina normativa e la scarsa certezza di rientro degli investimenti.

 

Il manifesto di Confimprese.

 

Confimprese in occasione dell’evento Retail e sostenibilità ha presentato il suoManifesto per la responsabilità del retail, che riassume in dieci punti le linee guida per una produzione responsabile delle imprese associate. Durante gli interventi successivi della giornata sono stati trattati altri aspetti salienti della trasformazione del commercio, dal risparmio energetico al tema dei rifiuti. Particolare attenzione è stata posta sull’importanza del punto vendita come luogo di informazione e sulla fiducia della clientela verso l’innovazione. Da “Il Termometro Italia” di Mbs-Cerved per Confimprese, emerge infatti una crescente sensibilità del cliente a cui spesso non corrisponde una piena soddisfazione verso i nuovi prodotti. Da segnalare come sia il settore agricolo quello che riscuote maggiore fiducia.