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World Retail Congress, benvenuti nell’era dell’adattabilità

La trasformazione e la tenuta dell’industria sono stati al centro di questa edizione appena conclusa. Ma si è parlato (tanto) anche di data e di media.

Si è concluso da qualche giorno il World Retail Congress, tenutosi a Parigi. Un evento che ha visto la partecipazione di 850 delegati da 60 paesi, in rappresentanza di 400 rivenditori e che ha trattato i principali temi che influenzano l’industria del retail, evidenziando una positività generale data dall’adattamento dei rivenditori alle continue sfide del settore.

Durante il congresso, è stata notata la capacità di trasformazione di grandi rivenditori stabiliti, nonostante le sfide come il digitale, il Covid-19, le guerre e le crisi economiche. Thierry Garnier di Kingfisher ha sottolineato l’agilità acquisita durante la pandemia, mentre Alexandre Bompard di Carrefour ha descritto come la trasformazione digitale abbia rivoluzionato il loro modello di business.

Un caso simile è stato quello di Printemps, guidato da Jean-Marc Bellaiche, che ha implementato il click&collect aumentando le vendite online e sottolineando il bisogno di ulteriori miglioramenti. Il ritorno dei negozi fisici è stato un altro tema chiave, con la pandemia che ha evidenziato la loro importanza insieme ai canali digitali. Ethan Chernofsky di Placer.ai ha evidenziato la rinascita dei negozi fisici e la loro integrazione con soluzioni come il click&collect.

Sephora, rappresentata da Guillaume Motte, ha continuato a puntare sui negozi fisici come motore di crescita, mentre Crate & Barrel ha mostrato come la digitalizzazione possa convivere con una forte presenza fisica attraverso servizi innovativi come The Design Desk.

I marketplace hanno avuto un ruolo prominente, con Kingfisher che ha ampliato notevolmente la sua offerta attraverso un marketplace che integra vendite fisiche e online. Altri come The Edit LDN e Shein hanno sottolineato l’importanza della fiducia e dell’engagement del cliente attraverso i marketplace.

La circolarità è stata un altro tema discusso, con aziende come ThredUp che promuovono la sostenibilità attraverso il modello di seconda mano. James Reinhart ha messo in luce come il cambio di percezione sui vestiti usati stia guidando la crescita del settore. Questa tendenza è supportata anche da Depop, che vede una crescente partecipazione nel modello circolare da parte di venditori e consumatori.

Infine, il valore dei dati e delle relazioni personali è stato evidenziato da Harrods e Galeries Lafayette, che utilizzano i dati per migliorare l’esperienza del cliente e costruire relazioni a lungo termine, dimostrando come il lusso e l’esperienza personalizzata rimangano elementi chiave nel retail moderno. In particolare Nicolas Houzé, CEO di Galeries Lafayette, ha descritto i dati come la “miniera d’oro del 21° secolo”, evidenziando la recente partnership con Publicis e Carrefour per creare una joint-venture focalizzata sul retail media, grande tema del retail in questo momento.

Qui il testo dell’articolo completo (in inglese)