TOP

Retail for good: se non è etico
non può durare

altavia diamart retail for good

Quanto possa durare un business che punta tutto sui volumi, e come si possa fare sostenibilità dove c’è pochissimo margine, sono domande che hanno animato il convegno “Retail for Good”, organizzato da Diamart e Altavia a Parigi.

Retail for Good è riuscito a riunire varie voci del retail intorno a obiettivi e idee comuni, in particolare una riflessione sul mondo di domani e il tentativo di dimostrare che sono possibili soluzioni concrete per ridurre l’impatto ambientale degli attori commerciali, nonché per combattere le discriminazioni sociali e promuovere l’inserimento professionale attraverso solidarietà e collaborazione.

Questa seconda edizione, introdotta da Cédric Ducrocq, CEO di Diamart Group, e Raphaël Palti, presidente e fondatore del gruppo Altavia, ha visto in particolare gli interventi di Marie Simunic Leclercq, Direttore Generale Delegato per le sfide dei mercati e dell’offerta presso Leroy Merlin, Katia Ruet, Segretario Generale responsabile della RSE presso Altavia, e Bertrand Swiderski, Chief Sustainability Officer presso Carrefour, per affrontare il tema della decarbonizzazione dell’offerta. Questo scambio ha evidenziato una domanda fondamentale che risulta essere estremamente attuale: quale mondo vogliamo costruire? Per rispondere a questa domanda, sono stati identificati numerosi driver, come l’eco-design, la second life, o ancora il percorso che può aiutare il consumatore a favorire prodotti con il minor impatto possibile. Secondo gli intervenuti, il consumatore deve essere necessariamente rimesso al centro delle preoccupazioni dei retailer, orientandolo e attivandolo commercialmente su temi ambientali.

Incoraggiando il cliente a optare per modelli di consumo e prodotti più etici e sostenibili, lo si accompagna in un vero percorso a lungo termine, creando con lui un legame di fiducia per supportarlo al meglio verso un consumo più responsabile. Molti retailer concordano sul fatto che non ci dovrebbe essere alcuna alternativa tra qualità, sostenibilità e accessibilità: l’obiettivo dovrebbe essere offrire a tutti prodotti biologici, sostenibili e soprattutto di qualità. Marie Simunic Leclercq insiste sul fatto che è imperativo “conoscere perfettamente la composizione dei propri prodotti” ma anche “il modo in cui sono stati fabbricati”, al fine di poter proporre, se il cliente ne esprime il bisogno, prodotti alternativi a prezzi accessibili e altrettanto virtuosi e qualitativi, al fine di consentire a tutta la clientela di ridurre il proprio impatto ambientale.

Durante il suo intervento, L’Oréal ha presentato i progressi del suo programma “L’Oréal for the future”, lanciato nel 2020, che incarna l’ambizione del gruppo in materia di responsabilità e la convinzione che le imprese abbiano un ruolo vero e proprio da svolgere di fronte alle sfide ambientali di oggi. Altavia partecipa attivamente a stabilire punti di contatto e di impegno con L’Oréal, poiché le due aziende lavorano fianco a fianco per comprendere e valutare gli ecosistemi dei diversi paesi in cui sono presenti o intendono svilupparsi per stabilire un approccio etico e responsabile completo, ma anche per assicurarsi che i loro fornitori (progetto Inclusive Sourcing) producano in modo responsabile e abbiano un impatto sociale positivo sulle popolazioni (offrendo loro, ad esempio, livelli salariali giusti ed equi).

Grazie a questa esperienza, L’Oréal si assicura che il suo primo cerchio di fornitori sia impegnato in un vero e proprio approccio di CSR. Anthony Papin, Direttore Account Internazionali presso Altavia, e Christophe Prud’homme, Direttore Sourcing Sostenibile Europa Indiretto presso L’Oréal, sottolineano che il Positive Sourcing®, attraverso una politica di acquisto inclusiva, l’inserimento professionale delle persone emarginate, «è stato solo uno spunto per avanzare nella nostra visione Retail for Humans». Già al momento del lancio circa venticinque persone in situazioni di handicap o vittime di discriminazioni hanno potuto beneficiare, attraverso il Positive Sourcing®, di un impiego a tempo pieno. Oggi, grazie alle conoscenze apportate dal lavoro di ricerca e studio degli ecosistemi, ci sono duecentottanta dipendenti che beneficiano di questo progetto. Altavia ha svolto una vera e propria opera di formazione e sensibilizzazione dei team e ha contribuito alla creazione di un directory di fornitori “impegnati”, al fine di consentire ai suoi clienti e collaboratori di identificare, in modo autonomo e facile, quei partner perfettamente in linea con gli imperativi sociali e ambientali stabiliti. Iniziative e progetti che caratterizzano la vita quotidiana di numerose aziende oggi e che, grazie a eventi come Retail for Good, possono essere condivise e presentate a tutto il settore del retail.